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Titolo: Oltre l'Illusione: Brahman, Maya e il "Sacrificio" dell'Uomo Consapevole
Scopri la saggezza delle Upanishad nel 14° episodio: come superare le illusioni della mente (Maya) per riconoscere il Trascendente (Brahman) nella vita di tutti i giorni.
Libero Gentili
3/13/20262 min leggere


Siamo giunti al quattordicesimo episodio del nostro percorso nella Meditazione per la vita moderna. In questa puntata affrontiamo concetti fondamentali tratti dalle Upanishad, esplorando la profonda differenza tra il mondo illusorio che percepiamo e la realtà ultima.
L'uomo dinamico moderno si muove nel mondo guidato da una mente che, per sua natura, è costretta a concettualizzare. Fin dal mattino, dividiamo in categorie tutto ciò che incontriamo: "questo mi piace", "questo mi fa male", "quello mi è antipatico". Sebbene questa frammentazione serva per non cadere nel caos, essa finisce inevitabilmente per travisare la vera realtà delle cose.
Brahman e Maya: La Veste del Divino
Per superare questa divisione creata dalla mente, la filosofia indiana introduce il concetto di Samatvam o Samata, ovvero l'identicità di tutte le cose. Su questa base si fonda la comprensione di due pilastri: Brahman (il trascendente) e Maya (l'illusione del mondo).
Spesso si pensa che l'illusione debba essere semplicemente rigettata, ma la realtà è ben più profonda:
Maya è semplicemente la "veste" con la quale il Brahman si manifesta ai nostri occhi.
Noi riusciamo a intuire il trascendente proprio perché si mostra a noi attraverso le forme del mondo materiale.
Di conseguenza, pur essendo concettualmente diversi, Brahman e Maya sono sostanzialmente la stessa identica cosa.
Se ogni cosa che vediamo è l'abito del divino, crollano tutte le gerarchie e le intermediazioni religiose. La connessione con il Trascendente diventa diretta e assoluta. È una logica che frantuma la mente razionale, come recita la Isha Upanishad: "Se dal pieno si sottrae il pieno, ciò che rimane è ancora il pieno".
Riempire il vuoto: l'errore del materialismo
Cosa fa, invece, l'uomo comune? Cerca disperatamente di riempire le proprie lacune interiori accumulando beni esterni. Ci appassioniamo in modo esasperato per una casa nuova o un'auto nuova, rincorrendo le "novità" per compensare un senso di vuoto che gli oggetti non potranno mai saziare. La vera risalita deve avvenire guardando dentro noi stessi, non all'esterno.
Il Sacrificio dell'Uomo Consapevole
Chi realizza questa verità si trova però di fronte a una nuova, complessa sfida. Riconoscere il Trascendente ovunque – compiendo il più grande atto di amore nel vedere il divino persino nei propri nemici – riempie di meraviglia, ma rende al contempo la quotidianità apparentemente banale, grigia e quasi invivibile.
Qui risiede il vero "sacrificio" di chi intraprende questo percorso:
Rinunciare all'entusiasmo futile e passionale per la realtà esterna superficiale.
Imparare a vivere nel mondo con dignità, diventando un punto di riferimento per la famiglia e il lavoro, senza farsi travolgere dalla ricerca affannosa di beni materiali.
Affrontare gli eventi quotidiani e le scelte pratiche sapendo che sono inevitabili, ma senza attribuirvi quell'attaccamento esasperato tipico di chi non guarda oltre le apparenze.
In questa conferenza esploriamo le vette della saggezza indiana per svelare l'illusorietà delle nostre categorie mentali. Ascolta l'audio integrale per imparare a gettare lo sguardo oltre il velo di Maya.
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