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Sbatti l'ateo in terza pagina: Riflessioni tra logica, dogmi e realtà

In questo episodio non cerco di fare proselitismo inverso. Piuttosto, condivido le tappe di un percorso mosso dalla logica e dal pensiero razionale che mi ha portato a riconoscere il valore inestimabile dell'ateismo.

Libero Gentili

4/4/20262 min leggere

Generalmente, quando si vuole esporre qualcuno al pubblico ludibrio o all'attenzione generale, lo si sbatte in prima pagina. Ma un ateo, in una società dalle profonde radici religiose e cattoliche, non merita tale clamore: viene elegantemente relegato in terza pagina, la meno visibile, quasi a non voler disturbare il quieto vivere del dogma.

È con questo spirito sarcastico che vi propongo un episodio del podcast originariamente uscito ad aprile 2025. Per cause di forza maggiore legate ai miei canali social, questo contenuto vede finalmente la luce della condivisione pubblica solo oggi.

Le radici di una scelta razionale
In questo episodio non cerco di fare proselitismo inverso. Piuttosto, condivido le tappe di un percorso mosso dalla logica e dal pensiero razionale che mi ha portato a riconoscere il valore inestimabile dell'ateismo. È una consapevolezza maturata anche attraverso l'insegnamento ultratrentennale della filosofia indo-vedica, una materia affrontata sempre con onestà intellettuale pur non condividendone intimamente l'afflato religioso.

Un'infanzia tra i dogmi
La riflessione affonda le radici nel vissuto personale. Dall'età di dieci anni sono stato ospite di un prestigioso istituto nel cuore di Roma gestito dai "Padri Somaschi" (il Santa Maria in Aquiro in Piazza Capranica, a tre minuti a piedi dal Pantheon). Ricordo bene la rigida disciplina di quegli anni:

  • La sveglia alle 6 del mattino, seguita dalla messa con le prediche minacciose di un sacerdote che avevamo ribattezzato "il Savonarola".

  • Le colazioni in rigoroso silenzio e le infinite preghiere serali recitate quasi in stato di ipnosi.

  • I dubbi infantili nel fare il chierichetto, osservando il divieto non scritto di "annacquare" troppo il vino nel calice dell'officiante.

In quell'ambiente, dove persino i diverbi potevano sfociare in scontri fisici imprevedibili (come accadde tra un educatore e un mio compagno di istituto) , ho iniziato a maturare le domande che mi avrebbero allontanato da quell'impostazione.

La morale separata dalla sofferenza
Il cuore dell'episodio analizza uno degli effetti più critici della religione: la tendenza a separare la moralità dalla reale sofferenza umana. Affrontiamo temi spinosi in cui il dogma sembra prevalere sul benessere collettivo:

  • L'opposizione ai vaccini contro il Papillomavirus (HPV) per non eliminare un deterrente al sesso prematrimoniale, nonostante il virus causi migliaia di morti all'anno.

  • La predicazione contro l'uso del preservativo nell'Africa sub-sahariana, dove milioni di persone muoiono di AIDS.

  • La visione demistificata della sofferenza come "dono divino", citando il celebre libro di Christopher Hitchens su Madre Teresa di Calcutta, La posizione della missionaria.

Vi invito ad ascoltare l'episodio per esplorare come la logica e l'empatia umana possano, e debbano, superare i confini del dogma.