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Dagli Esercizi Respiratori al Pranayama – Ep. 9: Il Controllo del Respiro e i Venti dell'Energia

In questo nono episodio facciamo un salto indietro nel tempo, esplorando le origini più profonde e affascinanti di questa pratica, partendo da un praticante d'eccezione: il Buddha.

Libero Gentili

6/9/20262 min leggere

Oggi siamo abituati a identificare lo Yoga quasi esclusivamente con le asana, le posture fisiche. Ma nell'India premoderna non era così: la vera pratica distintiva dello yoga fisico era il Pranayama, il controllo del respiro. I testi antichi, come l'allarmante Vivekamartanda, ci ricordano però che si tratta di una disciplina potente e potenzialmente pericolosa se non affrontata con la dovuta attenzione.

In questo nono episodio facciamo un salto indietro nel tempo, esplorando le origini più profonde e affascinanti di questa pratica, partendo da un praticante d'eccezione: il Buddha.

Gli "esperimenti" estremi del Buddha

Nel testo antico Majjhima Nikaya, il Buddha stesso racconta i suoi tentativi con la "meditazione senza respiro". Descrive sensazioni fisiche sconvolgenti: rumori di mantici nelle orecchie , dolori alla testa lancinanti come lame o corde di cuoio strette sulla fronte , e un calore tale da sembrare arrostito sulle braci.

Nota di consapevolezza: Il Buddha non ha tramandato questi racconti per insegnarci a soffrire. Al contrario, usò queste esperienze estreme per dimostrare ai discepoli che l'autotortura non conduce affatto all'illuminazione. Tuttavia, queste cronache ci dimostrano quanto le tecniche di ritenzione del respiro fossero già diffuse e centrali a quell'epoca.

Cosa sono i Vayu? I Cinque Venti del Corpo

In natura il Prana (l'energia vitale) è uno solo, ma all'interno del corpo umano si differenzia in cinque funzioni specifiche chiamate Vayu (che in sanscrito significa "venti" o "soffi"). Nella cultura vedica, Vayu è la divinità del vento che abita lo spazio intermedio tra la Terra e il Cielo.

In questo episodio iniziamo a esplorarli concretamente partendo da un soffio fondamentale: Udana Vayu.

Udana Vayu e il Ritmo del Pranayama

Udana Vayu risiede nella zona della testa e della gola e governa la nostra espressione vocale (parlato, canto e la recitazione dei mantra). Per stimolarlo e armonizzarlo, in questa puntata analizzeremo e praticheremo un ritmo respiratorio specifico:

  • Il Ritmo: 1 - 4 - 2 - 0

  • Come funziona: Scegliendo un'unità di tempo base (ad esempio 4 secondi), la struttura sarà:

    • Inspirazione (Puraka): 4 secondi (moltiplicatore 1)

    • Apnea a polmoni pieni (Antara Kumbhaka): 16 secondi (moltiplicatore 4)

    • Espirazione (Rechaka): 8 secondi (moltiplicatore 2)

    • Apnea a polmoni vuoti (Bahir Kumbhaka): 0 secondi (fase non osservata).

Nel corso dell'episodio scopriremo anche la Mudra di supporto ideale per questo esercizio, quel "sigillo" energetico che, come insegnano i testi classici come il Dattatreyayogashastra, serve a canalizzare il respiro nella sushumna nadi e a preservare la nostra energia vitale (il Bindu).

Mettetevi comodi, preparate il vostro cuscino da meditazione e buon ascolto!

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